Il ballar et sonar cortese

 
2019 Date TBC
Location TBC

Rinascimento: gli strumenti, le musiche e il ballo

Gruppo strumentale Ensemble Baschenis

 

Luciano Nizzoli, flauti e cornamuti

Alessandra Milesi, violoncello

Giorgio Ferraris, liuto, tiorba e chitarriglia

Franz Silvestri, cembalo

Marco Capucci, mandola

Riccardo Congiù, percussioni

Eventuale partecipazione di danzatori

Programma:

  • Anonimo

    • La jouissance, tourdion et recoupe

  • Domenico da Piacenza

    • Leoncello, ballo

  • Anonimo

    • Bassa danza

  • Anonimo

    • Pass’e mezzo

  • Giovanni Ambrosio

    • Marchesana, ballo    

    • Voltate in ça Rosina, ballo

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  • Giovanni Battista Grillo (1600)

    • Sonata VII

  • Anonimo

    • Pavana El Bisson, Gagliarda La Traditora

  • Orazio Vecchi/Cesare Negri

    • So ben mi ch’ha buon tempo

  • Cesare Negri

    • Spagnoletto

  • Tarquinio Merula (1590-1665)

    • Canzon la Lusignola

  • G.Giacomo Castoldi/M. Stefano

    • L’Innamorato

  • Anonimo

    • Canario

 

Rinascimento: gli strumenti, le musiche e il ballo

 

L’Ensemble Baschenis esegue musica strumentale dei secoli XVI e XVII. È questo un periodo di straordinaria importanza in cui, accanto ad una moltitudine di forme vocali alla moda come la frottola, il madrigale, la canzone, la villanesca, si afferma la prassi esecutiva di musica puramente  strumentale. Gli strumenti, che in tempi più antichi erano di puro sostegno alle parti vocali, gradualmente sviluppano un proprio repertorio originale: le elaborazioni per tastiera o per liuto di musica polifonica vocale (intavolature), le arie di danza (pavana, saltarello, gagliarda), i generi musicali che sfruttano le caratteristiche idiomatiche di ciascuno strumento come la canzone strumentale, la fantasia e il ricercare. In più, l'invenzione della stampa dei caratteri musicali consente una maggiore diffusione e utilizzo della musica colta e la possibilità di esecuzione in luoghi diversi da quelli tradizionalmente deputati, come le scholae cantorum, le cappelle o le sale da musica di corte.

Nella prima metà del secolo XVI prevalgono i balli i cui  i passi, anche più semplici e lenti, dovevano esprimere compostezza, eleganza e, insieme al portamento altero, anche nobiltà e misura senza affettatione alcuna stravagante. Nella seconda metà del secolo si assiste al declino delle danze dai movimenti controllati, basate su passeggi e semplici figura ad intreccio, chiamate chiaranzane. Pertanto la pavana  e l’allemanda cedono gradualmente il posto alla volta e alle gagliarde e  a balli i cui passi comportano una tecnica complessa, un costante esercizio e una guida approfondita di esperti maestri. Le danze di origine iberica necessitavano un maggior virtuosismo tecnico e l’usanza di danzare alla spagnola, già documentata da fonti quattrocentesche, diventa sempre più frequente nel periodo del dominio spagnolo. Oltre al ballo della torcia (de la hacha), nella seconda metà del secolo XVI abbondano temi di derivazione iberica come Tempi di Sarabanda, Tordione, Spagnoletto, Ciaccona o Tempi di Canario; quest’ultimo era così chiamato perché tanti ricami in esso figura il piede, quanti ne fa in aria con la voce l’augelletto, che ha cotal nome.

I componenti dell’Ensemble hanno al loro attivo anni di studio, ricerca e concerti, con tournées in Italia e all'estero e  con multiformi esperienze anche nel campo del teatro e della didattica: ad esempio, nel 1999 l’Ensemble ha svolto per il Comune di Milano una manifestazione dedicata all’apprendimento della danza rinascimentale in età scolare. Concerti recenti sono stati eseguiti a Milano nei cortili del Castello Sforzesco, all’Accademia di Brera e al Museo Diocesano nell’ambito della Mostra sui Cardinali Carlo e Federico Borromeo; a Meda nelle sale storiche di Villa Antoni Traversa e a Bergamo nelle sale dell’Accademia Carrara dedicate a Evaristo Baschenis e ai suoi contemporanei.

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